Gnatologia

Gnatologia

Cos'è la gnatologia?


La gnatologia è una branca dell’odontoiatria che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento delle funzioni dell’apparato masticatorio, comprese le sue relazioni con il resto del corpo.


Il nostro studio sviluppa bite su misura definiti "placche di Michigan" cioè bite rigidi con funzione di riequilibrio neuromuscolare e risoluzione dei disordini tempora-mandibolari conseguenti alle parafunzioni notturne diurne.

Cosa tratta?

Si concentra in particolare sull’equilibrio e sulle interazioni tra:

  • Articolazione temporo-mandibolare (ATM): Studia la funzionalità e le patologie che possono interessare questa articolazione, essenziale per la masticazione, la deglutizione e la fonazione.
  • Muscolatura masticatoria:  Analizza le contrazioni muscolari e il loro impatto su movimenti come apertura e chiusura della bocca.
  • Occlusione dentale: Valuta come i denti superiori e inferiori entrano in contatto durante la masticazione e in posizione di riposo.

Campi d'applicazione


  • Disfunzioni temporo-mandibolari (DTM): trattamento di dolori articolari, rumori articolari (click) e limitazioni nei movimenti mandibolari.
  • Malocclusioni dentali: correzione di morsi aperti, incrociati o profondi che influenzano la funzionalità della bocca.
  • Bruxismo: gestione dell’abrasione dentale dovuta a serramento o digrignamento dei denti.
  • Postura: correlazioni tra occlusione e postura corporea.
  • Protesi e ortodonzia: ottimizzazione dell’occlusione nei trattamenti protesici e ortodontici.

Strumenti

  • Bite occlusali: dispositivi rimovibili per riequilibrare l’occlusione o ridurre il carico articolare ANNULLANDO IL BRUXISMO.
  • Elettromiografia: misura l’attività elettrica dei muscoli masticatori.
  • Kinesiografia mandibolare: valuta i movimenti mandibolari.
  • Articolatore: strumento che simula i movimenti dell’ATM per analizzare l’occlusione.

Obiettivi

  • Ripristinare una corretta funzionalità dell’apparato masticatorio.
  • Ridurre o eliminare il dolore e i disturbi parafunzionali come il brusimmo dinamico e statico
  • Migliorare la qualità di vita del paziente.

Bruxismo


Il bruxismo è un disturbo caratterizzato dal digrignamento o serramento involontario dei denti, che può avvenire durante il sonno (bruxismo notturno) o durante il giorno (bruxismo diurno). 

Cosa comporta il bruxismo?

Questo comportamento può causare una serie di problemi, tra cui:

  • Usura dei denti (che li rende più fragili e sensibili).
  • Dolori muscolari a livello della mascella, del collo e delle spalle.
  • Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), con sintomi come clic, dolori o difficoltà di movimento.
  • Mal di testa o dolore diffuso al viso.

Bite gnatologico


Un bite gnatologico è un dispositivo odontoiatrico, solitamente realizzato in resina acrilica trasparente, progettato per migliorare la funzionalità dell’articolazione tempore-mandibolare (ATM)  e risolvere problemi legati all’occlusione dentale, agendo sul modo in cui i denti superiori e inferiori si articolano e si ingaggiano nei movimenti statici e dinamici condizionando la funzione della atm.


Si utilizza per il trattamento di disturbi legati all’articolazione temporo-mandibolare, come bruxismo (digrignamento dei denti), rumori come “CLICK” o “SCROSCI”, mal di testa da tensione muscolare e dolori CRANIO-CERVICO-FACCIALI.


Il trattamento con un bite gnatologico deve essere seguito da un gnatologo, esperto nello studio delle disfunzioni dell’apparato masticatorio.

Caratteristiche

  • Su misura: Il bite gnatologico viene realizzato su misura per il paziente dopo uno studio approfondito della sua occlusione e la registrazione delle impronte di un arco facciale.
  • Funzione: Ha lo scopo di riposizionare la mandibola, rilassare i muscoli masticatori e alleviare i sintomi di tensione o dolore.
  • Materiale: È quasi sempre rigido in modo da permette di agire più efficacemente sulla posizione mandibolare. Alcuni bite hanno un interno morbido per essere più confortevoli ma la parte in occlusione deve sempre essere rigida per condizionare i movimenti in modo selettivo e ripetuto

A cosa serve?

  • Ridurre il dolore associato all’ATM.
  • Correggere disfunzioni occlusali.
  • Alleviare il bruxismo.
  • Migliorare la postura mandibolare e spesso anche quella generale.
  • Prevenire l’usura dei denti causata da movimenti involontari.

Ruolo del bite


Il bite è un dispositivo odontoiatrico che aiuta a proteggere i denti e ridurre le conseguenze del bruxismo.

Viene progettato su misura dal dentista per adattarsi perfettamente alla bocca del paziente.


Il bite non è una cura definitiva per il bruxismo, ma un metodo per gestirne i sintomi e limitarne i danni.

Il trattamento può essere integrato con altre strategie, come:

  • Tecniche di rilassamento per ridurre lo stress, spesso causa del bruxismo.
  • Fisioterapia o esercizi per rilassare i muscoli masticatori.
  • Correzione di eventuali malocclusioni dentali.

   

Un’analisi approfondita da parte di uno specialista (dentista o gnatologo) è fondamentale per scegliere il bite più adatto e affrontare il problema alla radice.

Come funziona

  • Protezione dei denti: Il bite crea una barriera tra i denti superiori e inferiori, prevenendo il loro contatto diretto e quindi riducendo l’usura.
  • Rilassamento muscolare: Riduce la tensione muscolare, soprattutto nei muscoli masticatori, limitando le contrazioni involontarie.
  • Correzione della postura mandibolare: Nei casi di bruxismo associato a disfunzioni dell’ATM, un bite gnatologico rigido può aiutare a riposizionare correttamente la mandibola.
  • Riduzione del dolore: Allevia i sintomi dolorosi come cefalee e dolori facciali.

Tipi di bite

  • Bite con interno morbido: Indicato per proteggere i denti, ma meno efficace per trattare disfunzioni mandibolari o tensioni muscolari profonde.
  • Bite rigido: Migliore per i casi di bruxismo più complessi o associati a problemi dell’ATM.
  • Bite gnatologico: Utilizzato per trattare anche l’occlusione e le problematiche posturali, oltre al bruxismo.

Acufeni e gnatologia


Acufeni (o tinniti) sono una percezione di rumori o fischi nelle orecchie in assenza di una fonte esterna di suono. Si tratta di un problema multifattoriale, che può avere cause legate a disturbi uditivi, neurologici, vascolari o muscoloscheletrici legati ad una disfunzione dell’articolazione tempore mandibolare.


In questo caso, si può stabilire una correlazione tra gnatologia e acufeni, stabilendo una diagnosi differenziale con l’otorinolaringoiatra.

Diagnosi

Per valutare se gli acufeni sono correlati a un problema gnatologico, lo specialista esamina, insieme all’otorinolaringoiatra, le cause che possono portare ad una sovrapposizione di sintomi con le patologie otorino.

In caso di esclusione di patologie riguardanti l’orecchio da parte del medico otorino, si vanno ad indagare:

           

•       La funzionalità dell’ATM.

•       La presenza di dolori muscolari o tensioni cervicali.

•       Il rapporto tra occlusione dentale e sintomi.

Connessione

Esiste infatti una stretta connessione tra disfunzioni dell’ATM e acufeni, spesso legata a:

  1. Alterazioni dell’ATM: Problemi come il bruxismo, il disallineamento mandibolare o l’artrosi temporo-mandibolare che possono causare tensioni muscolari e compressione nervosa, influenzando il funzionamento dell’orecchio medio e interno.
  2. Tensioni muscolari: I muscoli coinvolti nella masticazione e nella postura cervicale possono interagire con quelli dell’area auricolare, contribuendo a sensazioni di acufeni.
  3. Condivisione neurologica: L’articolazione temporo-mandibolare e l’orecchio condividono innervazioni, come il nervo trigemino e il nervo facciale, che possono propagare dolore o percezioni anomale (ad esempio, rumori).
  4. Postura: Una postura scorretta può influire sulla funzione mandibolare e, di conseguenza, causare tensioni muscolari che aggravano gli acufeni.

Terapie gnatologiche per acufene

Se gli acufeni sono legati a disfunzioni dell’ATM, alcune strategie terapeutiche includono:

  • Bite o placche occlusali: Per rilassare la muscolatura e migliorare l’allineamento mandibolare.
  • Fisioterapia e riabilitazione posturale: Per correggere eventuali squilibri.
  • Terapie odontoiatriche: Correzioni dell’occlusione dentale mediante ortodonzia o protesi.
  • Tecniche di rilassamento: Come la terapia miofunzionale o la gestione dello stress, spesso utile in casi di bruxismo.

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